È importante mantenersi giovani fuori, ma soprattutto dentro

Invecchiare dovrebbe essere un progetto su cui lavorare per tutta la vita. Ci sono studi consolidati che mostrano come chi già da bambino ha una percezione positiva degli anziani invecchia meglio.

Questa visione non rispecchia quanto si pensa in Italia sul tema. Il pensionato simbolo è colui che passa le ore a guardare quelli che lavorano perché deve trovare “il modo di ammazzare il tempo”. Questa mancanza di prospettiva oggi si ritorce contro le persone anziane, che una volta approdate alla pensione diventano, per chi resta nella rete produttiva, poco interessanti.

Vivendo in un contesto stimolante, invece, anche le persone più mature possono certamente imparare molto.

Gli abitanti delle “zone blu”, dove è più alta la percentuale di centenari, come la Sardegna, oltre alle condizioni ambientali e a una dieta molto equilibrata, beneficiano del ruolo attivo che si mantiene nella comunità: sono questi fattori a farli arrivare bene a 100 anni.

C’è uno stereotipo da sfatare, quello dell’arretratezza digitale degli anziani. Sono meno veloci nell’imparare e nell’usare gli strumenti tecnologici, è vero, ma poi più accurati.

“L’esercizio sviluppa l’organo” vale anche per il cervello, a tutte le età.

La teoria secondo la quale la mente umana con gli anni può solo decadere è stata falsificata dagli studi. Oggi, infatti, siamo a conoscenza di processi di neurogenesi anche in età avanzata. Se così non fosse, visto che la memoria comincia a perdere colpi a 24 anni, come potremmo tenere testa a tutte le sfide della nostra vita se fosse altrimenti?

Ci sono delle strategie per mantenere il cervello al passo con la longevità fisica: attività come le parole crociate possono aiutare, ma se si riduce la propria ginnastica mentale solo a questo esercizio, alla lunga esse ridurranno il proprio beneficio.

Apprendere cose nuove richiede un maggiore dispendio di energie, questa dissipazione rispetto alla conservazione ci permette di invecchiare meglio: per questo motivo è meglio spaziare tra diverse attività e apprendere nuove conoscenze in aree differenti.

Tutti noi siamo molto focalizzati sulla salute fisica, infatti siamo consapevoli di quanto uno stile di vita sano e sottoporsi a controlli medici frequenti possa incidere sulla qualità della vita. Nessuno però pensa di sottoporsi a “un tagliando” della memoria o delle capacità attentive: quello dell’efficienza cognitiva sembra essere un tema tabù.