Anziani e tecnologia: l’IoT permette di vivere in modo indipendente

La connessione tra gli oggetti reali e la Rete sta entrando sempre più nella vita quotidiana di tutti noi, giovani o meno giovani. L’internet delle cose sta diventando un aiuto concreto per le persone anziane.

La tecnologia può infatti generare un’autonomia che migliora non solo la qualità della vita della persona anziana, ma anche di chi non ha la possibilità di dedicare loro molto tempo.

Le statistiche mondiali affermano che la popolazione anziana nei prossimi quindici anni sarà maggiore della popolazione avente diciotto anni.

Questo implica la necessità di fornire maggiore assistenza. Gli anziani preferiscono vivere ed invecchiare tra le mura della propria casa piuttosto che trasferirsi in una struttura diversa. Si deve quindi puntare sulla capacità degli anziani di rendersi indipendenti e ciò può accadere anche grazie all’utilizzo della tecnologia e all’implementazione dell’Internet of Things (IoT) nella loro quotidianità.

Bisogna però tener conto della psicologia degli anziani: il rifiuto alla tecnologia oppure il rifiuto al semplice farsi aiutare è molto frequente e non è cosa da poco.

Bisogna dare dignità alla persona anziana, si sta cercando di sviluppare nuove tecnologie pensando proprio al connubio indipendenza-dignità, creando oggetti intelligenti che possano essere utilizzati con piacere invece di essere rifiutati.

Quando si parla di IoT nel contesto domestico, il primo pensiero è quello di un ambiente intelligente che possa aiutare chi ci abita a semplificare molte funzioni di base. Per le persone anziane può essere una soluzione l’implementazione, ad esempio, di un assistente vocale con comandi base come l’avvio di musica o di ricerca rapida, ma soprattutto con la funzionalità di richiesta di aiuto con implementazione di numeri di soccorso.



Per quanto riguarda i nuovi device, un esempio è l’orologio Kanega progettato per soddisfare le esigenze degli anziani attraverso una rete di sicurezza completa integrata nell’orologio.

Al suo interno è dotato di un accelerometro che rivela automaticamente le cadute e che permette all’anziano di poter contattare, attraverso touchscreen o assistente vocale, un operatore di emergenza.

Kanega permette di impostare promemoria sui farmaci da somministrare ed è impermeabile per poter essere utilizzato anche durante la doccia e possiede un sistema GPS che permette la veloce localizzazione dell’anziano.

Siamo ancora all’inizio, ma diverse applicazioni di successo sono già in atto e molte altre potrebbero nascere in futuro. Lo sviluppo dell’IoT è un settore con grandi potenzialità di sviluppo, permettere agli anziani di invecchiare nelle proprie case è un obiettivo ambizioso, che porterebbe a un cambiamento sostanziale.