I Senior al lavoro creano sinergie con i nuovi millennials in Engie Italia

In Italia Engie, multinazionale francese presente nel nostro paese con 2800 dipendenti, è tra le aziende che più hanno contribuito allo sviluppo del sistema Silver Value, il quale consente di monitorare se un’organizzazione valorizza e gestisce virtuosamente i #senior al lavoro.

Un terzo della popolazione aziendale è over 50 e, nell’ipotesi che non ci siano né nuovi ingressi né uscite, entro 5 anni oltre il 50% dei collaboratori sarà over 50 mentre soltanto 120 collaboratori sono nella fascia di età sotto i 30 anni.

Per Engie il segmento di popolazione più matura è strategico e per questo è fondamentale mantenere alto il livello di #motivazione di questi collaboratori.

La permanenza nel mondo del lavoro è molto più lunga rispetto al passato e, se prima si faceva lo stesso #lavoro per tutta la vita, oggi succede molto più spesso di intraprendere nuovi percorsi e nuove carriere nel corso della vita. Se questo è ben chiaro per le nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro, è più difficile da accettare per le persone over 50, le quali si sono viste cambiare le regole del gioco in corso d’opera. Il mondo cambia velocemente, è necessario lavorare sulla “manutenzione“ delle proprie competenze in modo da mantenersi il più possibile aggiornati per rimanere allineati al mercato del lavoro.

I senior al lavoro hanno esigenze differenti: troviamo persone che ancora attribuiscono un’importanza enorme al lavoro e pertanto sono molto motivate e orientate al risultato e altre che per la lunga permanenza nel mercato del lavoro hanno una più debole motivazione. Il loro impegno principale è rivolto perciò a mantenere alta la motivazione dei senior al lavoro in quanto rappresentano una popolazione numerosa e strategica e stanno ragionando su quali ulteriori iniziative implementare a questo fine oltre a quanto già in atto. Proprio per questa categoria hanno lanciato l’iniziativa “Valore over 50” realizzando degli incontri iniziali con un gruppo di 100 senior, in collaborazione con Nestlè, per comprendere la loro visione, cosa si aspettano dalle aziende e come si percepiscono; successivamente si sono svolti degli incontri con tutta la popolazione aziendale di “creazione del contesto” per parlare insieme di come il mondo sia cambiato in relazione all’evoluzione demografica, all’invecchiamento della popolazione ed agli impatti sul mondo del lavoro e sui lavoratori stessi.


Per quanto riguarda la #collaborazione tra #generazioni, paradossalmente è molto più facile tra senior e giovani millennials che non tra queste generazioni e quella “di mezzo”.

I giovani vedono la generazione tra i 35 e i 50 anni come ostacolo alle loro possibilità di sviluppo di carriera, mentre non sentono come una minaccia i senior.

I senior a loro volta vedono con benevolenza i giovani millennials alla cui #crescita possono contribuire in qualità di mentor, mentre si sentono pressati verso l’esterno dalla generazione di mezzo.

Per questo hanno già avviato importanti programmi di mentoring tra dirigenti senior e giovani manager in crescita e stanno pensando di attivare anche programmi di reverse mentoring dove i giovani possano supportare i senior nelle competenze digitali o nella comunicazione social.

UAF family si sente molto vicina a questa linea di pensiero proprio perché anche noi crediamo fortemente in questa collaborazione tra senior e nuove generazioni e nell’enorme valore che reciprocamente possono portare l’una all’altra.