I videogiochi con gli anziani diventano palestra per il corpo e per la mente

Aggiornamento: 13 set

Quando si parla di videogames si pensa sempre solo e soltanto a giovani adolescenti. In realtà i videogames negli ultimi anni hanno coinvolto anche le persone più anziane. Molte giocano attraverso il loro smartphone utilizzando ad esempio i giochi dei social network come Facebook nei loro momenti di pausa, altri si dilettano nei videogames veri e propri. Ma cosa può essere il videogioco per un anziano, e, più che anziano in senso puramente anagrafico, una persona che vive isolata dai propri familiari, perchè non ci sono più o perché non hanno rapporti? I videogiochi possono migliorare la vita e il tempo di queste persone, oltre a essere un modo per fare nuove conoscenze, fare gruppo e sentirsi meno soli.

In Germania, nelle case di cura, si utilizza la terapia a base di videogame. La console per anziani MemoreBox, realizzata ad Amburgo, è stata diffusa in oltre 100 case di cura tedesche. Il videogame sfrutta il Kinect (videocamera di Xbox), e permette ai giocatori di cimentarsi in giochi come Bowling o Tennis. Il dispositivo registra i gesti del giocatore e li riproduce sullo schermo. Questo tipo di movimenti stimola la mente e il corpo, permettendo agli anziani di fare leggeri esercizi e di divertirsi allo stesso tempo. Un’altra fonte di motivazione è data dalla competizione che si instaura tra i partecipanti, ma aumenta anche i rapporti nei giochi di squadra creando gruppo molto più velocemente rispetto alle classiche attività da casa di riposo.

Uno studio dell’Università dell’Iowa ha inoltre evidenziato come l’utilizzo di videogame da parte degli anziani ne rallenti l’invecchiamento cognitivo incrementando la velocità dei processi di elaborazione mentale e rallentando le conseguenze negative sulla memoria, sull’ attenzione e sulla percezione. Lo studio ha testato le capacità cognitive di un gruppo di 681 over 50, i quali sono stati monitorati nell’utilizzo del gioco “Road Tour”, che prevede l’identificazione rapida di un veicolo in corsa. Il gioco permette di migliorare e velocizzare le funzionalità cognitive della mente. Dai risultati della ricerca emerge come i soggetti che hanno giocato almeno per dieci ore hanno ottenuto un miglioramento cognitivo pari a tre anni dopo un solo anno di test. Un gruppo che si è sottoposto a quattro ore aggiuntive di allenamento, ha guadagnato quattro anni in più.


Altre ricerche hanno dimostrato come videogiochi basati sul movimento (exergame) possano migliorare le funzioni fisiche negli anziani, oltre a quelle cognitive. Un esempio è il progetto “CoCare”, cofinanziato a livello nazionale dal Ministero della Salute, si propone di valorizzare esercizi in realtà virtuale per la riabilitazione geriatrica.

Questo tipo di riabilitazione innovativa consente al paziente di mantenere il contatto umano con il fisioterapista, con una spinta motivazionale maggiore in quanto gli esercizi sono sotto forma di giochi e danno feedback e gratificazioni in tempo reale. Inoltre, la tecnologia permette anche un’efficace e oggettiva rilevazione dei parametri e valutazione dei risultati. L’impiego di un tale sistema può essere più efficace, o ugualmente efficace, rispetto ai metodi tradizionali di esercizio, ma sicuramente è meno costoso e quindi più sostenibile per i sistemi sanitari, oltre che più piacevole per gli utenti. Il sistema è composto da uno schermo con il software di gioco e un pannello a pavimento con quattro campi che misurano i passi, lo spostamento del peso e l’equilibrio. Gli utenti tentano di completare una sequenza di movimenti con i piedi, allenando simultaneamente sia il movimento fisico che la funzione cognitiva. Ora l’obiettivo è poterlo utilizzare a casa propria, eventualmente con una supervisione da remoto.

I benefici per gli anziani nel giocare ai videogames sono moltissimi: secondo numerosi studi essi possono sconfiggere la depressione, aiutano i giocatori ad avere la mente molto allenata e a migliorare le performance della propria memoria, oltre a un’attenzione più elevata. Tutti questi risultati si possono ottenere anche senza assumere alcun medicinale. A volte il divertimento può essere una buona prevenzione all’insorgere di patologie. Nei test sono stati presi in considerazione dei pazienti che avevano giocato circa 30 ore e sembra che tutti i sintomi depressivi e di solitudine si siano ridotti in 3 mesi senza l’utilizzo di antidepressivi. Le motivazioni possono essere piuttosto semplici: le persone hanno semplicemente comunicato di più mentre giocavano, hanno trovato qualcuno pronto ad ascoltarli quando volevano svagare la loro mente, si sono sentiti parte di un team.

Quello che emerge dai vari test è che gli anziani si divertono a giocare ai videogiochi e che i giochi possono essere un’attività stimolante ed accattivante. Tuttavia, bisogna sempre valutare a chi far provare questa esperienza e come, valutando età, capacità motorie ed eventuale supporto da parte dello staff per evitare che questo tipo di esperienza crei più difficoltà e rassegnazione che divertimento. Questi studi serviranno anche per capire come avvicinare gli anziani o le persone non abituate a questo tipo di sistemi a quella che sarà la tecnologia del futuro, sempre più legata all’interazione occhio-mano-schermo, e realizzare esperienze su misura per loro.